Musei per bambini a San Francisco: Children’s Discovery Museum

CALI 10 183In una giornata di pioggia cosa si può fare a San Francisco con un bambino? Parecchie cose, tra le quali andare a divertirsi ad un museo.

Di musei adatti a bambini piccoli ce  ne sono tanti in città: la California Academy of Sciences con tante attrazioni e sale dedicate a piante ed animali, l’ Exploratorium dove sperimentare e giocare con la scienza, lo Zeum dove ci si può divertire con la tecnologia e l’arte…

Il nostro museo preferito, però,  si trova nella Bay Area ed è il Children’s Discovery Museum. Un museo per bimbi da 1 a 99 anni dove si impara  divertendosi, si gioca a più non posso e si fanno tanti laboratori ispirati all’approccio educativo di Reggio Children. Tutto è a misura di bimbo e tutto è da toccare e maneggiare!

Ieri era una giornata un po’ uggiosa, non proprio l’ideale per il giro in bicicletta che avevamo programmaCALI 10 174to, così io e Papà Ema  abbiamo deciso di andare al nostro Museo preferito. Avevamo proprio voglia di divertirci!! :-)

Il Children’s Discovery Museum è uno spazioso edificio disposto su due piani. All’ingresso si è accolti da un vero e grande camion dei pompieri e da una diligenza . Lasciare l’ingresso non è una cosa facile, ma se ci si riesce si apre un mondo di giochi e divertimento!

Di attivitCALI 10 177à da fare ce n’è davvero una marea e l’orario di apertura dalle 10.00 alle 17.00 non riesce a soddisfare la curiosità e la voglia di fare dei bimbi.

Nella sezione dedicata all’energia ed al moto (la prima che si trova entrando) abbiamo speso una buona oretta ed è l’area con meno attività. Piccolo Furfante era troppo preso a far muovere tram e aerei in miniatura, sollevare palline,  far ruotare ventole, regolare l’intermittenza dei semafori e far girare un’enorme ruota con la sola forza del suo peso per desiderare di passare ad altro!

Fortunatamente la sua attezione è stata attirata da una grande ruota di trattore che lo ha condotto all’area dedicata alla scoperta del “cerchio”. Le attività qui erano tantissime: dal creare meccanismi per far muovere orologi al disegnare con un grande compasso luminoso, dallo sperimenatre l’uso della ruota e delle carrucole al far andare un tornio e cosrture puzzle.

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Dal cerchio siamo passati alla scoperta della vita in Cina con la riproduzione di un teatro dove poter recitare (erano a disposiozione tanti vestiti)  e di una cucina piena di utensili e cibo (finto) per poter preparare un succulento pranzo asiatico, una zona con tanti strumenti da far suonare, una dove scrivere con l’acqua e una dove costruire la muraglia cinese che naturalmente ha richiesto moooooolto tempo a PF ;-)

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Per riposarci un po’ siamo saliti al piano superiore dove Piccolo Furfante ci ha preparato una gustosa pizza a base di ananas e peperoni (ormai è diventato californiano :-) ), dove abbiamo giocato con la sabbia e con i timbri, abbiamo costruito un castello gigante, abbiamo imparato l’alfabeto e ci siamo rilassati leggendoci qualche storia nell’albero fatato in compagnia di animaletti di peluche e cuscini comodi :-)

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Dopo un vero e succulento pranzo al bar del museo, ci siamo dedicati al giardinaggio nell’orto esterno e poi ci siamo (letteralmente) buttati nella sezione dei giochi d’acqua prima a fare bolle di sapone giganti e poi a giocare con palline, spruzzi, cascate e fontane. Dire che ci siamo lavati è dire poco :-) Se venite, ricordatevi di portare un cambio completo… e non dimenticatevi le scarpe di riserva!!!!

Ormai era ora di chiusura e così non abbiamo potuto andare al teatro ad ascoltare musica, farci disegnare il viso, dipingere sul muro e costruire una bambola con le foglie di mais!! ARGH!! Sarà per il prossimo viaggio…

 

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Alla scoperta dell’America con Piccolo Furfante: suoni, colori, profumi, dimensioni

sf 022“Mamma ma qui è tutto enorme enorme!!!”. Questa è una delle prime frasi che Piccolo Furfante ha pronunciato passeggiando per San Francisco. E, devo essere sincera, è anche quella che io e Papà Ema ci siamo scambiati la prima volta che siamo venuti in America.

Viaggiare è anche scoprire un luogo dai suoi profumi, dai suoi colori, dai suoi suoni e per quanto riguarda l’America anche dalle sue dimensioni.

Uscendo dall’aeroporto di San Francisco la prima cosa che ogni volta mi colpisce è il profumo: profumo di mare. La baia è vicinissima e l’odore di salsedine è molto forte. E’ bellissimo: mi sento subito in vacanza! :-)

Ma se penso a San Francisco il profumo a qui l’associo è quello di    caCALI 7 016nnella, che si trova in ogni dolce dalle caramelle alle torte, dai biscotti al caffe. Io l’adoro, ma per Piccolo Furfante che la detesta, è davvero un problema.

I colori di qui sono molto intesi, forti. Il vento lascia il cielo terso facendo risaltare il contrasto con il blu del mare, il verde di alberi, prati e colline. Quando il cielo è coperto, sembra che abbiano spento i colori.

Riguardo ai suoni della città,  fin dalla prima volta che  siamo arrivati qui sono rimasta colpita da due cose in particolare: la prima è che dentro ai mezzi pubblici, agli uffici, ai ristoranti c’è  silenzio. Non c’è la confusione di voci e rumori a cui CALI 4 018sono abituata in Italia, io penso sia perchè le persone tengano un tono più basso del nostro, Ema sostiene (da buon ingegnere) che siano le pareti insonorizzate ad attutire i rumori, non facendoli disperdere nell’ambiente. Chissà! La seconda cosa che mi ha subito colpito sono le sirene dei vigili del fuoco. Se si vive a San Francisco ci si deve abituare a questo suono perchè ogni 10/15 minuti circa lo si sente in tutta la sua potenza, in qualunque parte della città ci si trovi. Non ho mai capito se davvero ci siano tutti questi incendi… ma immancabilmente si vedono (e si sentono) sfrecciare camion di pompieri a destra e a sinistra, su e giù per le strade! Naturalmente Piccolo Furfante lo apprezza ;-)

Per quanto riguarda dimensioni delle cose, spenderò qualche parola in più!

Io e Papà Ema, nel nostro primo viaggio, eravamo preparati ad “affrontare” i grattaceli, le strade a 12 corsie e anche le macchine gigantesche che si vedono nei film, ma siamo rimasti lo stesso spiazzati, perchè quello che colpisce è che qui TUTTO è grande, TUTTO è enorme rispetto ai nostri standard: i comuni oggetti di casa, il cibo, i supermercati, i vestiti…

Alcuni esempi???

  • Il cibo. Entrando in un qualsiasi supermercato o negozio si rimarrà impressionati sia dalla quantità di cibo esposta (scegliere un pacchetto di patatine potrebbe richiedere ore :-) ) sia dalle dimensioni  di pacchetti, scatole, bottiglie… Tutto è a misura almeno doppia rispetto alla nostra. Certo si trovano anche contenitori piccoli, ma di solito costano uguale o di più rispetto a quelli grandi. Nei ristoranti (e questo è risaputo)  le porzioni  sono più che generose, soprattutto per quanto riguarda i dolci. Gnam gnam ;-)

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  • Gli elettrodomestici. I frigoriferi americani  sono ormai molto comuni anche da noi, ma che dire delle dimensioni delle lavatrici e delle asciugatrici?? Enormi, gigantesche!! però davvero molto comode: con un solo lavaggio riesco a fare il bucato di 10 giorni (lenzuola comprese!). Fornelli (di solito elettrici) e lavabi sono naturalmente più spaziosi, come le lavastoviglie!!
  • I letti. Già anche quelli sono diversi dai nostri: più grandi (di solito a tre piazze per i matrimoniali e a 2 per i singoli) e più alti (con 2 strati di soffici materassi). Dormire qui è un piacere :-)
  • I mezzi di trasporto. Qui a San Francisco c’è la Caltrain: la linea ferroviaria per i pendolari che fanno su e giù dalla baia alla città. In poco più di un’ora il percorso viene coperto e naturalmente di ritardi non se ne parla e per Papà Ema che è pendolare a Milano da 20 anni è un sogno. Ma  un sogno sono anche le carrozze: il treno è a due piani e largo circa il doppio dei nostri, con sedili comodi e capienti, l’attacco della corrente, il porta tazze (per il caffè ;-) ) e 2 o più carrozze sono destinate ad uso esclusivo biciclette! Un paradiso per i ciclisti che sono ben accetti anche sugli autobus: davanti ad ogni bus ci sono degli appositi ganci per poter portare con sè le bici. Non mi soffermo a parlare della grandezza di auto, camion e camper che è risaputa, anche se negli utlimi anni le auto di piccole dimensioni sono comuni anche qui!

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Passeggiando per l’Università di Stanford con i bambini

CALI 10 101Proprio sotto casa, a 15 minuti di macchina, si trova l’Università di Stanford. Un immenso complesso di edifici, una vera e propria città, immersa nel verde in cui è piacevole camminare, giocare e svagarsi.

Di Stanford Piccolo Furfante adora soprattutto  l’Ovale: un immenso prato posto all’ingresso principale dell’università. Non ci sono scivoli o giochi per bambini, è semplicemente un ovale (appunto) di erba in cui gli studenti (e non solo) si rilassano, studiano, giocano a palla e dove è facile trovare bambini che come Piccolo Furfante corrono da una parte all’altra per delle ore. L’Ovale è per me un luogo dove potermi rilassare: PF corre avanti indietro su 5 cm di soffice erba, protetto da alti cespugli che circondano il prato, qui posso tenerlo d’occhio senza dovergli stargli vicino e lui apprezza molto questo senso di libertà. Ci andiamo soprattutto quando sono un po’ stanca e ho voglia di riposare.

L’Università naturalmente offre altro, oltre l’Ovale come il lunghissimo viale alberato (di palme): Palm Drive, appunto. Di fronte all’Ovale si trova il magnifico ingresso principale, dove si possono ammirare le statue di Rodin che ricordano la guerra dei 100 anni e una magnifica  chiesa, la “Memorial Church“. Il più delle volte chiusa al pubblico, però.

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Passeggiare nei viali e sotto i portici dell’università è un’esperienza da non perdere. Bisogna però stare molto attenti alla marea di  biciclette, skateboard, pattini e macchine elettriche che sfrecciano a velocità improponibili. Bisogna seguire CALI 8 031attentamente le indicazioni stradali disegnate anche sulla pavimentazione: in caso contrario si potrebbe rischiare di finire travolti.

Seguendo la strada principale, si arriva alla White Plaza al centro della quale si erge  una gigantesca fontana sui cui bordi PF adora far gareggiare le sue automobiline. Di fronte alla fontana si trova una fornitissima libreria, che vende anche i gadget dell’università. L’area dedicata ai bimbi è ben attezzata ed è possibile (come in ogni libreria americana) fermarsi a leggere i libri esposti. A lato di White Plaza si trova l’Old Union cioè un’altra piazzetta più appartata, dove spesso si tengono concerti all’aperto.

Oltre la White Plaza si apre il campus vero e proprio con l’auditorium, le sedi delle confraternite, un’ampia area di ristoro e  i dormitori. I padiglioni delle  facoltà sono sparsi ovunque e sono sempre ben segnalati.

Andare a zonzo per l’Università è divertentissimo, perchè ci si imbatte sempre in qualcosa di insapettato! Mangiare con i bimbi nell’area ristoro è l’ideale: oltre a panini e a cibo asiatico c’è anche un pratico self service ideale per grandi mangiatori! ;-)

L’università inoltrallende 011e organizza concerti, dibattiti, conferenze e presentazioni di libri gratuiti ed aperti a tutti. Qualche anno fa ho potuto ascoltare una conferenza di Isabelle Allende (una delle mie scrittrici preferite) ed assistere ad una tavola rotonda  tra lei e gli studenti di letteratura.  Un’esperienza fantastica!

Qui io e Papà Ema abbiamo visto interessantissimi film e documentari e ci siamo lasciati incantare sulle note di qualche concerto.

L’università organizza giornalmente tour guidati gratuiti.  Per chi fosse curioso e volesse dare un’occhiata senza spostarsi da casa è possibile fare un  tour virtuale dell’intera università. Buon divertimento!

Alla scoperta dell’oceano: una gita a Monterey

CALI 10 004Piccolo Furfante voleva andare a vedere l’oceano, dove dice vivono balene e “merluzzi findus”.

Per ammirare l’oceano quando si è a San Francisco non occorre certo fare lunghi viaggi: basta affacciarsi dal Golden Gate ed il gioco è fatto. La città offre, inoltre, un sacco di bellissime spiagge dove è possibile giocare e rilassarsi lasciandosi cullare dal suono delle onde.

C’è però un posto che considero speciale, perchè ricco di ricordi piacevoli: Monterey, una cittadina affacciata sull’oceano, molto carina, immersa nel verde, con una splendida passeggiata sul mare che offre  paesaggi mozzafiato all’ignaro visitatore. Negli anni è diventata inevitabilmnete un luogo turistico: il molo dei pescatori  si è riempito di negozi e ristoranti ed ogni mezz’ora partono battelli che portano i turisti ad avvistare le balene che transitano (relativamente) vicino alla costa. Nella nostra prima gita qui, anche io e Papà Ema ci siamo avventurati su una di queste navi: di balene ne abbiamo viste poche, ci siamo presi però un gran freddo, abbiamo sofferto un po’ di mal di mare e ci siamo divertiti inevitabilmente un sacco. Il nostro amico Bobo, che ci aveva accompagnato nell’impresa, ci prende ancora in giro per questa assurda avventura! ;-)

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Balene a parte, Monterey è un luogo da visitare. Scoperta dagli spagnoli nel 1542, divenne capitale dell’Alta California sia sotto la Spagna che sotto il Messico. Qui fu scritta la prima costituzione della California  e MonterePicture 002y ne fu la prima capitale. In centro si possono ammirare ancora molti edifici spagnoli, messicani e dell’america coloniale. John Steinbeck parlò di questa cittadina in alcuni sui libri, per questo non deve stupire che molti ristoranti e bar abbiano il suo nome.

Passeggiando sul molo o lungo la passeggiata panoramica è possibile ammirare  otarie e leoni marini che dormono beatamente sulla spiaggia, sulle boe o sugli scogli sotto lo sguardo stupito dei passanti.

La passeggiata prosegue fino a diventare la famosa 17-Mile Drive: un percorso panoramico spettacolare, ma purtroppo a pagamento! Famosissimo il suo cipresso solitario in mezzo alla scogliera.Noi l’abbiamo percorsa in macchina, perchè eravamo troppo stanchi dopo la lunga giornata. :-)

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Visitare Monterey con i bambini è un vero spasso. Piccolo Furfante si è divertito tantissimo a passeggiare per il molo, scoprire i leoni marini e “cacciare” pellicani e gabbiani.

La passeggiata a pieCALI 10 046di lungo la costa era per PF indubbiamente troppo impegnativa  e così abbiamo noleggiato un pedalò (i centri di noleggio biciclette sono numerosi e ben riforniti) per scorrazzarlo da un capo all’altro della scogliera. E’ stata una gran fatica perchè la strada è tutta un sali-scendi, ma avevamo due baldi uomini (Papà Ema e Louis) al nostro servizio (attenzione però i”baldi uomini” non sono inclusi nel noleggio!! ;-) ).sf jelly

In città c’è, inoltre, anche un bellissimo acquario (Montery Bay Aquarium), ricco di attrazioni ed attività anche per i bimbi piccoli. Durante la visita è possibile uscire ed entrare dall’edificio senza nessun problema. Ciò ci ha permesso di andare a rifocillarci con comodo in uno dei tanti ristoranti del centro città , ordinando il solito pranzetto leggero leggero ;-)

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La giornata è volata via e ci siamo ritrovati sulla strada del ritorno, senza nemmeno accorgercene!

Alcuni consigli pratici:

  • Controllate bene le previsioni del tempo prima di partire. E’ facile trovare la nebbia da questa parti anche se all’interno della costa splende il sole
  • Anche se il tempo è bello, portatevi dietro una giacca a vento o un golfino. Tira sempre un gran vento che, pur piacevole, può essere moooooolto freddo
  • Per chi vuole provare l’ebrezza della gita in barca a “caccia” di balene, munitevi di cappello, di giacca a vento e di un potente obbiettivo per macchine fotografiche ;-)
  • E’ possibile fare il bagno nell’oceano (qui a Monterey intendo!). La spiaggia all’ingresso della cittadina è bella e spaziosa. Attenzione però è possibile farlo solo con la muta perchè l’acqua è troppo fredda.

Dolcetto o scherzetto??? ovvero festeggiare Halloween in America

Hallo5Piccolo Furfante non stava più nella pelle! La nostra giornata è iniziata all’alba con un bimbo di tre anni che saltava nel letto indossando un elmo e uno scudo da cavaliere: “Maaaaamma, papà… adesso andiamo da Olly a festeggiare Hallovìììììn???!” La festa era prevista per il pomeriggio e così abbiamo avuto un gran bel da fare a tenerlo occupato tutta la mattina. Fortunatamente ci eravamo offerti di preparare noi la cena e così la maggior parte del tempo l’abbiamo impegnata a fare la spesa e a fare il tiramisù e la focaccia. Due specialità non proprio tipiche di Halloween, ma richieste dai nostri ospiti.Il menu della serata prevedeva inoltre pesce al sale, risotto al limone e tanta allegria! :-)

La festa è iniziata alle 5 del pomeriggoio: una tipica festa di bambini fatta di piccoli che si ricorrono, che giocano insieme, che fanno un gHallo2ran baccano, che si divertono a stare insieme. Dalle 6 incominciano a bussare alla porta: sono bimbi con costumi stranissimi, a volte davvero paurosi, che reclamano i loro dolcetti. Ogni 5 minuti qualcuno bussa e a turno andiamo ad offrire le caramelle! E’ divertentissimo!

Cena veloce per i bambini che hanno poca voglia di stare seduti, mentre noi adulti la prendiamo un po’ più comoda :-) , malgrado il continuo bussare alla porta… Non immaginavo fosse così impegnativo Halloween.

Finalmente alle 8.00 tocca anche a noi fare il giro dell’isolato a reclamare le nostre caramelle!! Piccolo Furfante che ha girato per casa fino ad allora con il costume da cavaliere, ora non ne vuole più sapere. Decide di uscire con un copricapo da renna di Natale sulla testa, il suo amatissimo burattino-cavallo in una mano e il suo cestino verde nell’altra. E’ buffissimo, ma va bene anche così. Basta divertirsi.

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Dopo i primi timori, i bimbi sono smaniosi di bussare ad ogni porta e noi adulti facciamo fatica a stargli dietro. Con qualche pianto si torna a casa, dove però ci attende una bella porzione di tiramisù al cioccolato.

I bimbi mascherati giocano ancora per un bel po’, noi adulti ci attardiamo a parlare, a scherzare, a ridere e alla porta c’è ancora un bell’andare e venire di bimbi in cerca di caramelle…

Non sembra di essere in America. Una festa di bambini è uguale in ogni parte del mondo!! :-)

Sacchetti porta dolcetti per Halloween fatti in casa

bag2Ormai Halloween è vicinissimo. Per sabato abbiamo in programma ben due feste: una nel primo pomeriggio e una alla sera con l’amichetto di PF, Olly.
Il vestito di Piccolo Furfante è già pronto: quest’anno sarà un cavaliere con tanto di armatura, elmo, corazza e spada. Speriamo solo che non uccida nessuno! :-)
Io e Papà Ema invece non ci abbiamo ancora pensato… vedremo se avremo due minuti di tempo per comprare qualcosa. Se no, io mi vestirò da “Mamma Disperata” e Papà da “Ingegnere in viaggio d’affari con famiglia al seguito”! ;-)

Comunque lo scoprirete presto: ci sarà un reportage fotografico al riguardo!! :-)

L’altro pomeriggio, dopo la nanna e la passeggiata al parco, io e PF ci siamo messi a fare un po’ di lavoretti: abbiamo disegnato e addobbato un po’ il nostrobag4 appartamento per Halloween. Abbiamo decorato le zucche prese al Pumpkin Patch usando delle buffe decorazioni comprate al supermercato (al costo di 3,50 dollari!!!!! :-) ) e abbiamo creato delle piccole zucche ricoprendo delle caramelle mou con le pipette colorate. PF si è divertito molto, anche perchè era da più di 10 giorni che non facevamo nessun lavoretto: è stato un piacevole momento di relax!

bag3Mentre eravamo intenti ad attaccare nasi e orecchie alle zucche, mi sono resa conto che bag5a Piccolo Furfante mancava qualcosa di essenziale per andare alle feste: il sacchetto dove mettere i dolcetti.
Nei supermercati se ne trovano davvero di tutti i tipi: di plastica, di carta, a forma di Topolino, di zucca, di pipistrello, di Frankistein. Chi più ne ha più ne metta! Non abbiamo però avuto tempo per crearne uno a mano come avevo sperato. Ci toccherà comprarne uno :-(

Ecco, però, alcune idee fai da te davvero carine che avevo cercato per ispirarmi:

  • DLTK’s (con tanti modelli da poter realizzare)
  • Family.fun.go.com (per creare delle bellissime scatolette porta dolcetti)
  • ArtistsHelpingChildren (con le istruzioni fotografiche per realizzare una deliziosa borsetta)
  • About.com (con i modelli per creare simpatici mini sacchetti o una borsetta semplice ma graziosa)
  • CraftTown (con le istruzioni per ricavare da un sacchetto di carta una pratica borsetta porta dolcetti)
  • Greenwala (per creare un sacchetto utilizzando una federa)
  • JoAnn (per costruire una borsetta a forma di Candy Corn  usando del nastro adesivo colorato)
  • AllYou (per realizzare bellissimi sacchetti con il feltro)
  • Musings (con una deliziosa borsetta ricavata da un sacchetto di carta. Trovate anche una poesia (in inglese) che spiega perchè proprio la zucca è uno dei simboli di Halloween)
  • Monica e lo scrapbooking (con una meravigliosa borsetta-gufetto)
  • La casa nella prateria (con tutte le istruzioni per realizzare fantastici sacchetti a forma di zucca)
  • PaneAmoreeCreatività (per creare una simpatica borsa-zucca)
  • Il blog di Chiara (con una meravigliosa zucca porta caramelle)

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I Pumpkin Patch ovvero creare un campo-gioco di zucche per Halloween

zucca3I Pumpkin Patch non sono altro che parchi gioco per bambini che vengono allestiti nel periodo di Halloween. Alcuni rimangono aperti tutto l’anno perchè si trovano nelle fattorie, altri invece vengono realizzati appositamente per l’occasione e si trasformano in base alla festa: molti Pumpkin Patch divengono parchi di Natale che vendono abeti da addobbare (i negozi all’aperto quelli che si vedono in molti film americani)!!

I Pumpkin Patch possono essere diversi tra loro, ma hanno alcune caratteristiche comuni:

  • sono pieni di zucche (ma pieni pieni)zucche1
  • hanno moooolti carrettini e cestini per fare in modo che i bambini raccolgano (e comprino) le suddette zucche
  • sono pieni di fieno tanto che se ne esce letteralmente ricoperti
  • ovunque ci sono spaventapasseri e mostriciattoli orripilanti di ogni dimensione e materiale
  • hanno giochi per intrattenere i bimbi (gonfiabili, scivoli, labirinti di fieno, percorsi di zucche…)
  • propongono varie attività per i bambini (scolpire le zucche, creare pipistrelli o fantasmini di carta, raccontare storie paurose…)

Quelli più gettonati hanno recinti con animali (pulcini, tacchini, galline, conigli, anatre, caprette…), case stregate, organizzano cacce al tesoro e hanno trattori che fanno fare giri turistici  ai piccoli visitatori. Va da sè che i bambini (e non solo) ne vanno matti e naturalmente  Piccolo Furfante non poteva che rimanerne affascinato.

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Per chi ha un orto o un giardino abbastanza grande, costruire un Pumpkin Patch è un gioco da ragazzi. Da noi, però, le zucche costano care e, quindi l’ideale è muoversi per tempo e piantarle (come abbiamo fatto noi) in primavera, per avere una buona raccolta autunnale. Attenzione però: le zucche si riproducono come conigli e da pochi semi vi potreste ritrovare il gardino infestato ;-)

zucca4L’anno scorso abbiamo anche noi creato nel nostro orto un Pumpkin Patch in miniatura. Una volta  riforniti di zucche il più è fatto. Noi avevamo comprato qualche carrellino (all’Ikea che erano di legno e poco costosi) e  qualche cestino di vimini per giocare a raccogliere le zucche (già staccate dalla pianta, naturalmnete) da decorare. Avevamo anche organizzato una mini caccia al tesoro: colorando il picciuolo di alcune zucche di un determinato colore e l nascondole nell’erba e in mezzo alle altre. Ogni colore aveva un punteggio in base al quale c’era un piccolo premio.

Avevamo creato anche una mini casa stregata usando la nostra tenda da campeggio. L’avevamo ricoperta con un telo nero e sul pavimento avevamo sparso dei sacchetti di plastica rigida (come quelli della carta delle uova di Pasqua che facevano rumore quando qualcuno ci passava sopra) unendoli tra loro con dell’adesivo e ricoprendo il tutto con dell’altro telo nero. All’interno della casa avevamo messo delle zucche, dei fantasmini di carta, dei pipistrellini e delle lucine fosforescenti. Per completare il tutto Papà Ema aveva scaricato sul suo IPod dei rumori di sottofondo, come le voci di fantasmi (oooooohhhh…) o il soffio del vento. La casa aveva avuto un gran successo, ma nessuno dei bimbi ne aveva realmente paura. Alla fine infatti erano tutti dentro allegramente a fare merenda!!!

Ecco altre idee per un Pumpkin Patch fai da te:

  • eHow (con tutte le istruzioni anche fotografiche per costruire uno spaventapasseri)
  • NorcalBlogs (per creare un’originale spaventapasseri con racchette da  volano e racchettoni da spiaggia)
  • PlaidKidsCrafts.com (per costruire tanti piccoli e simpatici mostri con materiale di riciclo)
  • About.com (con le istruzioni forografiche per realizzare un decorativo albero di zucche e fantasmini)


Idee per Halloween dall’America: costumi per animali

pet3Domenica qui a San Francisco era il giorno delle sfilate di Halloween. In molte cittadine  sono state organizzate parate in costume: per bambini, per adulti, con i travestimenti più paurosi, quelli più simpatici, quelli fai da te…

Tra tutte, noi abbiamo scelto di assistere alla sfilata dedicata ai costumi per animali, soprattutto perchè Piccolo Furfante voleva andarci ad ogpet5ni costo appena scoperto che ci sarebbero stati cani e cavallini.

Non ero particolarmente attratta dall’idea di vedere  bestiole agghindate a festa, ma sono stata contenta  di constatare che più che una parata di animali era una festa per loro. Nelle strade le persone offrivano croccantini e coccole che loro accettavano  volentieri. In ogni angolo erano presenti bacinelle d’acqua e spazi dove poter riposare. Alla fine della sfilata (non troppo lunga) poi era stata allestita un’area ristoro dove potevano rifocillarsi con ogni genere di prelibatezza. Inoltre i soldi ricavati dalla vendita dei prodotti e dagli sponsor  sarebbero stati offerti in beneficenza ad associazioni animaliste.

Come abbiamo constatato di persona, la sfilata  in realtà non era solo dedicata agli animali: anche i padroni, infatti, erano mascherati a tema al seguito dei loro amici a quattro (due o zero) zampe. E tra animali e uomini c’erano maschere davvero originali. Tra le più simpatiche: la famiglia di Biancaneve al completo con la piccola Biancaneve di 3/4 anni che mangiava una bella mela rossa, la mamma matrigna, il papà principe azzurro e il cagnolino nanetto; tutti personaggi di Star Wars con il cane vestito da Darth Vader o i personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie.pet10

Di maschere, comunque, ce n’erano davvero tante: il cane ballerino classico, i cani galeotti e quelli  polizziotti, i cagnolini coccinelle, apine, streghe o fatine. Oltre i cani, hanno sfilato anche cavalli, galline e… serpenti. E non serpentini piccoli piccoli, ma dei veri e propri mostri. Piccolo Furfante, coraggioso,  ne ha perfino accarezzato uno.

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E tra un animale e l’altro, tra un vestito strano e l’altro, sono riuscita anche a fotografare un bel costume di Halloween fai da te per umani questa volta: il carrattrezzi costruito con una semplice scatola di cartone! Bell’idea, vero??

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San Francisco per bambini: il parco di Shoreline

CALI 3 016Noi abitiamo nella Bay Area ovvero nella Baia di San Francisco, nella ridente e soleggiata città di Mountain View. Abbiamo scelto (ormai da 5 anni) di soggiornare qui perchè è un posto tranquillo, per famiglie, super attrezzato e molto vicino all’ufficio di Papà Ema che, almeno qui, evita di fare il pendolare.

E’ una zona immersa nel verde con tanti parchi pubblici ben curati ed attrezzati. Tra tutti il mio preferito è quello di Shoreline: un parco davvero spettacolare! Se venite da queste parti vi consiglio di farci un salto.

Al centro del parco si trova un laghetto in cui è possibile andare in barca a vela, in canoa o in pedalò. Qui in estate vongono organizzati centri estiti dove i bimbi possono imparare ad andare in barca o in surf  (siamo in California dopo tutto ;-) ).

Il parco, molto grande, ha dei magnifici sentieri per passeggiare, spazi per il pic nic, aree  per far volare gli aquilonCALI 2 009i, ampi prati dove girovagano indisturbate anatre giganti,  scoiattoli famelici e vari tipi di uccelli. Per i sentieri si vedono persone che corrono, che vanno in biciletta, che fanno yoga e mamme super sportive che praticano uno strano tipo di corsa: jogging con il passegginoCALI 3 021. Non sto scherzando! Ci sono in dotazione dei super passeggini accessoriati, con tanto di conta passi in modo da tenere il conto dei km fatti e delle calorie bruciate. Io ammiro molto queste mamme: quando PF era appena nato MAI mi sarebbe venuto in mente di fare jogging per 10 km spingendolo su e giù per viottoli e colline!CALI 3 029

Sabato mattina, vista la bellissima giornata (25 gradi e una brezzolina piacevole piacevole) abbiamo deciso di fare una passeggiata in questo bel parco. Ci siamo però  fatti un po’ prendere la mano e ben presto ci siamo ritrovati su una delle tante barchette a noleggio per ammirare gabbiani e pellicani.

CALI 3 032E mentre Papà Ema e Piccolo Furfante faticavano, io mi godevo un po’ di  riposo, osservando da lontano le mamme super sportive !

Dopo una bella remata non poteva mancare che una merenda rifocillante con un brioche piccola piccola e un buon succo di arancia ;-)

Recuperata un po’ di energia, imperdibile la fermata al parchetto giochi a forma di nave e una corsetta a caccia del cibo per il pranzo: una super anatra gigante!! Peccato che lei non fosse daccordo ;-)

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Decorare la casa per Halloween: tante idee fai da te dall’America

casa 5Io e Piccolo Furfante camminiamo molto qui negli States. Abbiamo lasciato la macchina a Papà Ema e, utilizzando al meglio il nostro abbonamento dell’autobus, ci aggiriamo per stradine (a 4 corsie ) e viali (a 12 corsie) per raggiungere i nostri parchi gioco preferiti. Nei nostri tragitti a piedi, non passano certo inosservate le case addobbate per Halloween. Ce n’è di tutti i tipi: umoristiche, terrificanti, ridicole, eleganti, improponibili…

Piccolo Furfante ne rimane letteralmente estasiato e, immancabilmente, ci fermiamo per casa7commentare, per scattare qualche foto e trarre, perchè no, un po’ di idee…

Naturalmente qui  i negozi sono piani zeppi di addobbi a prezzi abbordabili (mica come da noi! :-( ). Sugli scaffali si trovano scheletri, zucche di plastica, ragni giganti, lapidi di cioccolato, ragnatele gigantesche, mummie, mani mozzate e ogni altro genere di diavolerie. Oggi al supermercato Piccolo Furfante, mentre io stavo recuperando un cartone di latte, andava in giro trascinandosi dietro uno scheletro di 1 metro e mezzo urlando beato:”Maaaaaaamma lo portiamo a casa. E’ un mio amico!!” Meno male che qui non capiscono l’italiano!!

Senza comprare nulla ed usando tanta fantasia e creatività,  è però possibile costruire delle simpatiche decorazioni per abbellire l’esterno della casa, il balcone o il giardino.Ecco alcune idee:

  • Kaboose (con una simpatica bandiera-fantasma ricavata da un busta di plastica)
  • BetterHomesandGardens (con un paurosissima cariola di ossa)
  • AllFreeCrafts.com (per creare, con qualche asse di legno e dei pennarelli, dei cartelli “raccapriccianti”)
  • ManolofortheHome (per abbellire la porta di ingresso con tanti pipistrelli di carta)
  • AllYou.com (con tante idee “paurose”. La mia preferita è il portascope -volanti!)
  • ThriftyFun (per creare teste davvero mostruose. Forse un po’ troppo!)
  • Decor Village (con molte belle proposte. Tutte molto sobrie)
  • MarthaStewart (sempre ricchissima di idee. La mia preferita è il gufetto di zucca. Cliccando sulle freccette in alto potrete scorrere tutti i 36 suggerimenti. Cliccando “get the how-to” invece accederete alle istruzioni per creare i craft).
  • FaveCrafts.com (per realizzare una campanella-pipistrello ricavata da un vasetto)
  • Family.go.com (per creare un simpatico scheletro da tubi e bottiglie di plastica)
  • SWFLMoms (con una zucca ricavata da una bottiglia di plastica)
  • WomansDay.com (per realizzare una divertente mummia di legno)
  • Family.fun.go.com (per creare una gigantesca faccia di Frankenstein)

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