Il magnifico blog candy prenatalizio di Mammagiramondo

Qualche giorno fa leggendo uno dei miei blog preferiti, quello di Mammagiramondo, mi ero imbattuta in una sua magnifica creazione realizzata per una bellisima iniziativa promossa dal blog di Chiara.

Di cosa si trattava??

Di una meravigliosa pista per macchine, tutta in feltro. Avevo già avuto modo di ammirare le creazioni in feltro di Mammagiramondo: la cucina, il cibo giocattolo, i libricini…semplicemente stupendi.

E oggi cosa scopro?? Che Mammagiramondo ha aperto un candy mettendo in palio proprio la pista delle macchinine o la cucina!! Come lasciarsi scappare un’occasione simile… :-)

Correte numerosi ad ammirare questi bellissimi regali e a sottoscrivere il suo candy!! Buona fortuna a tutti e… in bocca al lupo! ;-)

Creare bocce di Natale con i bimbi

Il giorno dell’Immacolata è tradizione nella nostra famiglia regalarsi una boccia di Natale che simboleggi l’anno appena trascorso. Questa boccia avrà un posto privilegiato sull’albero perchè ha un valore molto importante: racchiude in sè la memoria del tempo che abbiamo passato insieme durante l’anno. Le bocce acquistate di anno in anno contengono i nostri ricordi, gli aneddoti, le esperienze, le gioie e le dissavventure trascorse.

La scelta della boccia dell’anno non è quindi  “roba da poco”. Qualche esempio?? L’anno in cui avevo lasciato un bel lavoro sicuro per buttarmi nell’avvenuta del no profit, Papà Ema mi aveva regalato una simpatica boccia del commercio equo e solidale a forma di fragola con dentro un messaggino di incoraggiamento. L’anno del nostro viaggio a Cuba la boccia non poteva che provenire da  lì e poi c’è stata la boccia dell’anno in cui aspettavamo PF e quella in cui avevamo deciso di mollare tutto e trascorre un periodo a San Francisco…

Insomma avete capito cosa intendo! :-)

Regalarsi bocce di Natale coinvolge naturalmente tutta la famiglia (nonni in primis) e le persone a noi più care. Insomma si tratta di un vero e proprio smercio di bocce  di Natale ;-)

Dall’anno scorso le bocce ai nonni sono rigorosamente fai da te o per meglio dire fatte da Piccolo Furfante.

L’anno scorso era stato l’anno della “pasta di sale“. Avevamo fatto tante piccole palline colorate (grandi come un tappo di bottiglia) usando i colori alimentari, qualche brillantino ed infilandoci dentro un nastrino rosso per appenderle. Avevo provato ad usare le formine di Natale (stella cometa, angioletto…) per dargli una forma più simpatica, ma Piccolo Furfante aveva preferito fare le palline.

Dopo una notte sul calorifero le bocce erano diventate dure dure. Avevo passato, quindi,  una mattina a verniciarle con una vernice trasparente per renderle lucide. Un fiocchetto colorato aveva completato l’opera. Ad ogni nonno ne avevamo regalate 2 come gli anni di Piccolo Furfante. Le bocce rimanenti (ci eravamo fatti prendere un po’ la mano nella produzione :-) ) le avevamo usate per decorare il nostro Ficus sul pianerottolo di casa. Ora non riesco a trovarne nemmeno una da postare… saranno nello scatolone in cantina insieme all’albero!!! Speriamo :-)

Un consiglio: la pasta di sale è  pesante, quindi è meglio evitare di fare bocce di grandi dimensioni!!!

Quest’anno abbiamo abbandonato la pasta di sale per buttarci sui colori. Nel mio negozio fai da te di fiducia ho acquistato una boccia trasparente di plastica (quelle che si usano di solito per il decoupage) di medie dimensioni e che si apre a metà. Ho anche fatto incetta di colori con i brillantini: quei piccoli tubetti di colore con la colla dentro, tutti sbarluccicanti ( si trovano anche nei supermercati).

Dopo aver coperto ben bene il piano di lavoro, ho diviso in due la boccia e ho lasciato che Piccolo Furfante si divertisse a dipingere le due semisfere. Inizialmente pensavo di scrivere qualche messaggio augurale (i tubetti  hanno un beccuccio sottile sottile pensato per questo uso), ma PF ha preferito spalmare i colori con le dita :-) . Alla fine del lavoro era pieno di colore e brillantini (nemmeno Elvis ai suoi tempi d’oro ;-) ), ma orgoglioso e felicissimo della sua boccia di Natale.

Dopo 2 ore il colore si è asciugato: ho lasciato la boccia semplicemente all’aria, in un ripiano alto per evitare che PF andasse continuamente a toccarla!!

Una volta asciugata ho inserito dentro la boccia un po’ di toulle bianco e dei cioccolatini con la carta rossa (cremini e gianduiotti, i preferiti dei nonni), l’ho chiusa e l’ho abbellita con un nastro ed fiocco natalizio! La nostra boccia fai da te è pronta per essere regalata! :-)

Perchè una boccia come questa?? Semplice: nonno Gianni per molto tempo (quasi 2 anni) è dovuto stare a dieta stretta a causa di un serissimo problema di salute. Qualche settimana fa, all’ultimo controllo il doc gli ha dato l’ok per riprendere un’alimentazione normale! E cosa c’è di meglio di una bella scorpacciata dei propri  cioccolatini preferiti??? :-)

Ieri poi eravamo lanciatissimi e così siamo andati avanti a fare esperiementi creando tante altre bocce decorative con il polistirolo, le pipette colorate… ma tutto questo materiale servirà per un altro post. ;-)

Ecco altre idee prese in rete:

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This is a simple Christmas craft to make with children: a bowl full of Christmas candies!

Creare un calendario dell’avvento a tema: scopriamo l’alfabeto!

In casa P. il calendario dell’avvento è una cosa seria. Già da molti anni usiamo un grande e simpatico Babbo Natale di feltro con 24 capienti tasche per i nostri “pensierini” fai da te. Il Babbo Natale non è opera mia (non sono così brava, ahimè!), ma è un regalo di Papà Ema ( allora non ancora Papà) per il nostro primo Natale insieme.
Ogni anno il contenuto delle taschine è diverso (che novità! direte voi :-) ). Mi spiego meglio: ogni anno scelgo un tema per i giorni dell’avvento e, di conseguenza, scelgo i contenuti da inserire nelle tasche a seconda di questo tema.

Il primo anno di matrimonio avevo scelto l’Amore (che romantica ! :-) ) ed oltre ai consueti cioccolatini e dolcetti (a forma di cuore, naturalmente) avevo preparato tanti bigliettini (uno al giorno) con poesie sull’amore. Poi c’è stato l’anno dei giochi logici e matematici (che Papà Ema adora) e allora avevo recuparato tanti giochini cervellotici la cui soluzione era nel fogliettino del giorno successivo. Poic’è stato  l’anno della pace e così ogni giorno trovavamo una frase che ci facesse riflettere in merito. Poi c’e stato il tema della multiculturalità con tante frasi di culture e religioni diverse. L’anno “delle scelte e dei cambiamenti” in cui avevamo letto il simpaticissimo libro “Chi ha spostato il mio formaggio?” sulla paura di cambiare: un brano al giorno. Poi c’èstato l’anno della caccia al tesoro in cui Papà Ema doveva indovinare il regalo di Natale dagli indizi giornalieri. L’anno in cui dovevo migliorare il mio inglese e Papà Ema aveva preparato tanti brani da leggere e commentare. L’anno delle bocce di Natale con tante bocce diverse  ogni giorno. L’anno in cui aspettavamo Piccolo Furfante il tema erano naturalmente i bimbini

Capirete che il calendario dell’avvento è in casa P. una cosa moooolto impegnativa a cui si comincia a lavorare per tempo. L’anno scorso il tema erano i “giocattoli di legno” e così avevo acquistato tanti giocattolini (yoyo, fischietti, pastelli, trottole, animaletti, segnalibri, macchinine, bocce di Natale…)  tutti in legno. Per Piccolo Furfante comunque l’emozione non era stata tanto avere il regalo, ma poter scoprire cosa contenesse la taschina. E’ un gran curiosone!! In questo modo tra l’altro caramelle e cioccolatini erano stati ridotti al minimo e c’eravamo ritrovati in casa tanti giocattolini molto belli con cui Papà Ema aveva giocato parecchio ;-)

E quest’anno?? Beh visto l’amore per PF per le lettere, quest’anno sarà l‘anno dell’alfabeto: con una lettera al giorno (toglie il medico di torno :-) ) e dolcetti per quelli che avanzano!!

Ho recuperato 4 tipi diversi di alfabeto: magnetico, di feltro, di carta e gelatinoso (di quelli che si attaccano ai vetri, per intenderci). Ogni giorno PF troverà una lettera (una per ogni tipo) insieme ad un piccolo oggetto con l’iniziale corrispondente.

Alcuni esempi:

A come Animali (con 3 simpatici  dadi di carta raffiguranti animali – trovati in un giornalino della Pimpa)

B come Befana (con un porta caramella a forma appunto di Befana con un po’ di caramelline dentro)

C come Candy Cane  (con naturalmente una Candy Cane – caramella di cui  PF è molto goloso)

D come Didò (con un pacchettino di Didò argentato che ci servirà per fare le nostre bocce di Natale)

E come Elfi (con alcuni disegni da colorare a tema che ho trovato qui)

e così via…

Se l’alfabeto magnetico e quello gelatinoso li ho comprati, quello di carta e quello di feltro li ho creati io. Ecco qui il modello con le letterine di carta (il retro delle lettere è a tema natalizio: il presepe o Babbo Natale. (Noi abbiamo scelto Babbo Natale!). Per quello di feltro è bastato ritagliare tante letterine abbastanza grandi e di tanti colori. A dire il vero l’alfabeto di feltro è ancora in fase di lavorazione: spero di riuscire a terminarlo per il 1° dicembre!!!

E il vostro Calendario dell’Avvento com’è? Raccontate, raccontate… così ci scambiamo un po’ di spunti!!

Ecco un po’ di idee originali che potete usare per riempire il  calendario e giocare con i bimbi:

  • Canon Creative Park (con tanti oggettini di carta a tema natalizio da stampare e creare insieme ai bimbi)
  • FamilyFun.go.com (con un simpaticissimo pupazzo di neve da vestire o un buffissimo Babbo Natale tutto di carta )
  • ActivityVillage.com (con le istruzioni per creare una candela-origami)
  • SpaceStation42.c0m (con un bellissimo alberello di Natale di carta)
  • Page42 (con un meraviglioso gioco di Natale da stampare e comporre – in 4 parti)
  • HPCreativeStudio (con 3 calzine natalizie di carta da scaricare per creare simpatici ornamenti di Natale)
  • FCCafe (per creare un Babbo Natale di carta davvero divertente
  • TheToyMaker (con una meraviglioso dado natalizio)

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Here is the Little Rascal’s advent calendar.  This year we will learn the alphabet: a letter for each day and…a gift to match. What fun! :-)

Il Giorno del Ringraziamento: creare tacchini di carta e un albero “raccogli grazie”

Ormai è da tanti anni che in casa P. si festeggia il Giorno del Ringraziamento. A dire la verità se ne festeggiano due: uno con la famiglia più intimo, l’altro con gli amici più caotico e festaiolo.

Perchè ci piace festeggiarlo?

  • Perchè è un modo per sentirci ancora in America insieme ai nostri amici lontani
  • Perchè è bello avere una scusa per ritrovarci e far festa
  • Perchè a Papà Ema piace cucinare e a noi piace mangiare
  • Perchè è divertente avere in tavola un tacchino da 16 kg e tante pietanze stranissime
  • Perchè è bello aver un giorno in cui ringraziare per tutte le cose belle che abbiamo

Il  pranzo è stato sempre preparato in cooperazione. Ognuno si è sempre cimentato a cucinare qualche pietanza e negli anni ognuno ha perfezionato il suo piatto. Noi siamo gli “esperti” del tacchino, Bobo e Sam delle torte alle noci pecan, mentre Guus, Bruna e Marco del purè di patate (una volta è stata indetta anche la gara di “pelatura della patata bollente con coltello e forchetta” :-) !! La vincitrice fu la mitica Paola di Lovere), Antonio e Monica della torta alle mele (buuuuonissima) e Franz e Cri della mitica salsina…

Insomma, la festa diventa sempre una grande abbuffata.

Con l’arrivo dei bimbi, il tempo per stare a tavola tranquilli a mangiare è diminuito, ma non la voglia di divertirsi, di stare insieme e cucinare.

Quest’anno visto il poco tempo a disposizione (manca solo 1 settimana) e il numero elevato di bimbi presenti, ormai grandicelli e quindi più difficili da tenere tranquilli, abbiamo deciso di trasformare il pranzo con gli amici in un brunch con tanti giochi ed attività da fare (che devo ancora preparare).

Prossimamente vi posterò il menu, le ricette e le attività!!

Per ora sono riuscita a fare qualche tacchino decorativo di carta che ho trovato qui, insieme a delle tovagliette gioco che userò come sottopiatto per i bimbi e dei segna posto.

Da lunedì poi inizierà la nostra “settimana dei grazie“. Ogni giorno scriveremo su un fogliettino di carta un ringraziamento per qualcosa che abbiamo e lo legheremo (con l’aiuto di una spillatrice) al nostro alberello bonsai, generosamente offerto (in martirio, come dice lui) da Papà Ema! L’idea mi è venuta da una scultura a forma di albero che si trova nel parco Yerba Buena a San Francisco. Un bellissimo alberello tra i cui rami ci sono tantissimi bigliettini per ricordare le responsabilità e l’impegno di ogni cittadino per la propria comunità.

Penso che sia una bella attività da fare anche per chi non festeggia come noi il Giorno del Ringraziamento. Ideale prima di Natale.

Ecco  altre belle idee per costruire il proprio  lavoretto “raccogli-grazie“:

  • KidoInfo (con un alberello tutto di carta)
  • eHow.com (con le istruzioni anche fotografiche per creare un albero da un  rametto di legno)
  • FamilyCorner.com (con un alberello di carta che ha per foglie le impronte delle manine dei bimbi)
  • There is no place like home (con un magnifico albero di carta)
  • LifeWithoutNovacaine (con uno splendido alberello fatto di rami e foglie a forma di tacchino)
  • FamilyFun.go.com (con tante foglioline dove poter scrivere i propri grazie)
  • Parents.com (con un meraviglioso tacchino fatto di gomitoli di lana e con la coda piena di grazie)
  • NoTimeForTheFlashCards (per costruire una scatoletta di cartone raccogli-grazie)
  • Kaboose (con un simpatico fiore dei grazie: un petalo per ogni ringraziamento)

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Here is our Tree of Thanks achieved with our bonsai tree (a wonderful pomegranate) and many small piece of colored paper. Happy Thanksgiving everyone!

Scrivere la letterina a Babbo Natale

“Maaaaaamma siamo in ritardo!! Dobbiamo scrivere la letterina a Babbo Natale, se no porta il cappello da capostazione ad un altro bambino che gliel’ha scritta!”

E hai ragione Piccolo Furfante: siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia.

L’anno scorso a quest’ora avevamo già scritto la lettera e preparato le prime bocce di Natale, ma quest’anno tra  l’inserimento alla scuola materna,  la festa dei nonni, il viaggio, il fuso orario, 2 lavatrici al giorno ( e relative stirate), la letterina di Natale è passata in secondo piano.

Stamattina però, grazie al fuso che mi fa essere pimpante ed arzilla  alle 4.00 del mattino, ho incominciato a fare un po’ di preparativi… così oggi pomeriggio possiamo scrivere anche noi la nostra letterina ed il cappello da capostazione sarà salvo! ;-)

Occorrente per la nostra letterina a Babbo Natale:

  • un cartoncino verde non troppo rigido
  • una busta
  • adesivo di Babbo Natale
  • tanti ritagli a tema natalizio (ecco cosa facevo alzata alle 4.00 di mattina)
  • colla
  • pastelli, pennarelli, pastelli a cera, brillantina
  • due francobolli
  • molta fantasia

Piccolo Furfante chiederà a Babbo Natale un fischietto giallo (non chiedetemi perchè giallo!!), un cappello ed una paletta da capostazione. Ha detto che non vuole altro, perchè ha già tutto! Io e Papà Ema ci siamo guardati increduli e non abbiamo fiatato. Per ora evitiamo le tentazioni non portandolo in centri commerciali e negozi di giocattoli, speriamo…

L’anno scorso avevo preparato un po’ di carta da lettere a tema natalizio che però non avevamo usato perchè avevamo preferito fare un collage. Ecco i modelli:

Qui altre carte da lattera che ho trovato in rete:

Volete sapere dove spediamo la nostra lettera? Ecco l’indirizzo di Babbo Natale: CASA DI BABBO NATALE  PIEVE DI CADORE – BELLUNO

L’anno scorso l’abbiamo spedita a questo indirizzo, mettendo nella busta un francobollo. Pochi giorni prima di Natale abbiamo ricevuto in risposta  una lettera tenerissima su carta originale “Babbo Natale”:

“Ciao PF, ho ricevuto la tua bellissima letterina. Sicuramente verrò a trovarti e mangerò i biscotti e berrò il latte e la camomilla, grazie! La slitta è quasi pronta, i miei amici gnomi e tutti gli animaletti del bosco mi hanno aiutato. Ti mando un grosso bacione. Babbo Natale”

Visto il successone della lettera dell’anno scorso, anche quest’anno la invieremo a Pieve di Cadore.

E’ possibile inviare le lettere anche a

Santa Claus – Arctic Circle – 96930 Rovaniemi -Finland

e ordinare una meravigliosa lettera di risposta. Ecco tutte le informazioni necessarie.

E voi l’avete già scritta la vostra letterina?

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Imparare i giorni della settimana: un calendario settimanale fai da te

planning1“Cosa facciamo venerdì? “Quanti giorni mancano? tanti o pochi?” “Che giorno andiamo dai nonni?”

Piccolo Furfante è in difficoltà con i giorni della settimana, ne conosce i nomi, ma non ha ancora il senso del tempo (cosa normale a questa età ;-) ): sa che il sabato e la domenica non si va a scuola e che Papà Ema è a casa, ma gli altri giorni per lui paiono tutti uguali. Dato che la bussola per imparare le fasi della giornata era servita a chiarirgli le idee, avevo intenzione di creare qualcosa di simile anche per i giorni della settimana, una sorta di calendario settimanale personalizzato. Già quest’estate avevo fatto alcuni esperimenti: alcune schede però erano risultate troppo complesse, altre gli creavano più confusione che altro, con altre (quelle magnetiche) giocava a spostarele continuamente e poi non capiva più nulla.

Ci avevo messo una pietra sopra, dandomi del tempo per riflettere e trovare la soluzione giusta che è arrivata… in un supermercato di San Francisco, reparto medicine! :-)

Stavo cercando un termometro digitale per neonati per la bimba di un’amica (quelli americani funzionano alla grande e costano la metà) e sono stata attratta dalle bustine porta pillole. Per chi giornalmente ha tanti farmaci da prendere esistono in commercio delle bustine o scatole con tanti contenitori quanti sono i giorni della settimana, in essi si ripongono le pillole da prendere. Tra le varie bustine a disposizione ce n’era una che faceva proprio al caso mio: di stoffa,  con gancetti per appenderlo alla parete, grande come un foglio e con 8 grandi tasche trasparenti (1 per ogni giorno della settimana, più una non etichettata). L’ho arraffata subito con soddisfazione e così è nato il nostro calendariplanning3o settimanale personalizzato.

Ogni giorno pongo nella taschina una foto o un’immagine dell’attività principale della giornata: la foto dei nonni se quel giorno si va a trovarli, l’immagine di una pizza se si deve andare al ristorante… Sulla giornata in corso pongo una mollettina simpatica, in modo che PF abbia sempre sott’occhio in che giorno siamo.

Piccolo Furfante ha in questo modo la visione completa della sua settimana, cosa ha fatto il giorno prima e cosa farà in giornata. Può sapere in anticipo quello che gli capiterà tra 2 giorni (andare a trovare lo zio o a visitare una fattoria) e avere così la cognizione del tempo che passa o che manca ad un evento.

planning2PF preferisce usare le foto che lo ritraggono o ritraggono oggetti o persone a lui conosciuti piuttosto che i disegni che gli avevo preparato: circa 80 schede relative alle più comuni attività di un bambino: eccole qui!

Sono molto soddisfatta del mio calendario, unico difetto: non so se in Italia vendano questi tipi di buste. Se qualcuno sa dove poterle recuperare o ha qualche idea su come

Il calendario mi piace molto e, per ora, mi sembra gli sia molto utile. Unico neo: non so se in Italia vendano questo tipo di bustine. Se qualcuna di voi ha qualche informazione utile al riguardo o qualche idea alternativa mi dia una dritta… grazie! :-)

Ed ecco altre idee dal web:

  • Mammafelice (con il planning settimanale pensato per i grandi, ma adattissimo anche per i piccini)
  • Minidisegni (con un classico calendario mensile da stampare e personalizzare)
  • FamilyShoppingBag.com (con simpaticissimi calendari mensili da stampare tra cui quello di Winny the Pooh e di Spongebob)
  • MamaMia (con un praticissimo calendario settimanale riutilizzabile. Ideale per bimbi un po’ più grandi di PF)
  • ZiggityZoom (con una simpatica tabella settimanale da stampare)

da non perdere  il bellissmo librettino della settimana  realizzato da Patrizia e il calendario del tempo di YummyMummyeMatteo! Due idee da non perdere!

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I created this simple and practical weekly calendar to help my Little Rascal to learn the days of the week and know in advance all his appointments and commitments. It works very well!!!

Visitare San Francisco con i bambini

CALI 8 062Eccoci tornati! Il viaggio di rientro è stata una vera e propria avventura (ritardi, perdite di coincidenze e chi più ne ha più ne metta) … ma alla fine ce l’abbiamo fatta!! :-)

Siamo ancora un po’ fusi dal fuso, ma già attivissimi: Ema ha ripreso il lavoro, PF la scuola materna e io i miei lavoretti! Che sonno però, ragazzi ;-)

Ero in dubbio se fare o meno questo post, ma rileggendo il nostro diario di viaggio mi sono resa conto che ho parlato pochissimo di San Francisco downtown e di cosa fare in questa città con un bambino. Quindi ho deciso di scrivere un post riassuntivo con tutte le belle esperienze che abbiamo fatto in questa meravigliosa città!!

San Franciso è una città molto condensata (come il latte ;-) ): il centro lo si può girare comodamente a piedi. L’unico problema è che è tutta un sali e scendi e per un bambino piccolo (che non va in passeggino!!! ARGH!) può essere molto stancante. Inoltre le strade (soprattutto nelle zone turistiche)  sono molto affollate e non sono certo l’ideale per un bimbo alto 1 metro e poco più (è un puffo il mio cucciolo :-) ). Così per spostarsi da una zona all’altra è meglio optare per gli efficienti mezzi pubblici ( tram, bus e metro). Vi consiglio in ogni modo di fare un giretto in tram: provengono da ogni città del mondo e ci si può trovare  sopra un tram di Milano, come su uno di Chicago.

Visitare la città con o senza un bimbo piccolo fa la differenza. Accantonati musei d’arte, librerie storiche e spettacoli teatrali, ci siamo focalizzati su tutte quelle meraviglie ed attrazioni adatte anche a lui… e ce ne sono!! :-) Naturalmente non mi è possibile elencarle tutte, così farò un riassunto di tutto quello che ci è piaciuto di più.

In centro vi consigliamo un giro ad Union Square, la magnifica piazza contornata da grattacieli che ha anche ispirato il libro di Isabelle Allende “Ritratto di Seppia” (la statua al centro della piazza dovrebbe rappresentare la protagonista del romanzo) e  dove Piccolo Furfante ha potuto correre indisturbato a caccia di piccioni. A lato della piazza sorge il St Francis Hotel che offre una bellissima vista della città a costo zero: è possibile infatti salire gratuitamente su uno dei tanti ascensori panoramici (completamente in vetro). Preparatevi però alla discesa: è un po’ brusca e rifarla 5,6… 10 volte è impegnativo! PF amava schiacciare i vari bottoni e ce ne sono ben 32!!!! ;-)

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Poco vicino a Union Square c’è la fermata della Cable Car (il famoso tram che si inerpica sulle colline). Vi consiglio di prenderlo al capolinea per via della ressa e di non stare nelle passatoie esterne: il tram percorre le vie della città e sfiora (letteralmente) le macchine che circolano… non l’ideale per un bimbo piccolo!!

In Centro c’è un meraviglioso parco: il Yerba Buena Garden. Qui sorgono il MOMA (Museum of Moderm Art), lo Zeum, il Martin Luther King Jr Memorial, il Moscone Center (sede di congressi e conferenze), il Center for the Arts Theatre, un centro di pattinaggio, una fantastica giostra e un meraviglioso parco giochi in cui Piccolo Furfante è riuscito a stare una giornata intera! Una  scappata anche alla zona finanziaria poco distante non guasta. Ci si troverà circondati da giganteschi grattacieli tra cui spicca la Transamerica Pyramid. Da qui è possibile ammirare il panorama della città dal 27° piano (la torre ne ha 48).

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La città è formata da vari quartieri, ve li suggerisco tutti perchè ognuno ha la sua particolarità.  Ecco dove noi abbiamo speso un po’ più di tempo.DSCN2780

A Chinatown è possibile ammirare la spettacolare porta d’ingresso, i suoi negozi caratteristici, i suoi templi e i suoi edifici. Attenzione però perchè  qui la ressa per le strade è pazzesca ad ogni ora del giorno! Con PF ci siamo stati poco… rischiava di finire schiacciato ad ogni passo. Poco distante, a Nob Hill troverete il museo delle Cable Cars (uno spasso per i bimbi) e la magnifica cattedrale “Grace Cathedral” con un grande parco esterno, ideale per risposarsi e giocare.

North Beach, il quartiere italiano, è simpatico: si trovano tante pizzerie e caffè caratteristici. Qui sorge la libreria City Lights Bookstore famosa grazie a Jack Kerouac e ancora ritrovo di letterati ed artisti. Con PF l’abbiamo solo vista di sfuggita perchè troppo stretta e piena di gente!! Più divertente per Piccolo Furfante è stata Lombard Street: la strada “più tortuosa del mondo”: farla ha piedi è simpaticoDSCN2104, ma farla in macchina è un’esperienza mozzafiato!!!

Il Golden Gate Park è immenso e spettacolare. Noleggiate una bicicletta per visitarlo perchè è davvero enorme e ci sono un sacco di cose da vedere. All’interno del parco si trova la California Academy of Sciences: ideale per i bambini soprattutto nei giorni di pioggia. Oltre leDSCN2114 varie attrazioni ( serre magnifiche, mulini a vento, bufali…) il parco offre  aree attrezzate, prati, laghetti e sentieri dove poter giocare, correre,  riposare, fare yoga  e divertirsi senza troppo sforzo! Il posto prefetto per noi :-)

E poi ci sarebbe il Presidio con le sue strade serpeggianti, il Golden Gate Bridge , Castro coloratissima e Mission con i suoi affreschi, le spiagge sull’oceano, lo stadio dei Giants, la zona del Civic Center e Haight-Ashbury con le sue stravaganze… Insomma un sacco di cose, difficili da riassumere in un post e da poter fare in sole 3 settimane!!

San Francisco ci manca già :-(

Vado a farmi una scorpacciata di nutella per consolarmi!!

 

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Si parte…

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Eccoci qui pronti per il ritorno…

Sono state 3 settimane intensissime e malgrado ci spiaccia salutare i nostri amici californiani, i nostri parchi e librerie preferiti, ci fa anche molto piacere tornare a casa. Abbiamo tante cose da fare, tanti amici da incontrare, tante avventure da vivere, tanti lavoretti e idee da realizzare e poi si avvicina “il giorno del ringraziamento”, il Natale…

Un bacione e un grazie di cuore a tutti quelli che hanno reso questo soggiorno americano speciale:

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THANKS GUYS!!!

Un grazie  a Patrizia e Rita che hanno pensato a me, anche se lontana. Un grazie anche a Monica per avermi segnalato e a tutti/e quelli che hanno seguito le nostre avventure americane.

A prestissimo con nuove attività e idee da fare con i bimbi

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Musei per bambini a San Francisco: Children’s Discovery Museum

CALI 10 183In una giornata di pioggia cosa si può fare a San Francisco con un bambino? Parecchie cose, tra le quali andare a divertirsi ad un museo.

Di musei adatti a bambini piccoli ce  ne sono tanti in città: la California Academy of Sciences con tante attrazioni e sale dedicate a piante ed animali, l’ Exploratorium dove sperimentare e giocare con la scienza, lo Zeum dove ci si può divertire con la tecnologia e l’arte…

Il nostro museo preferito, però,  si trova nella Bay Area ed è il Children’s Discovery Museum. Un museo per bimbi da 1 a 99 anni dove si impara  divertendosi, si gioca a più non posso e si fanno tanti laboratori ispirati all’approccio educativo di Reggio Children. Tutto è a misura di bimbo e tutto è da toccare e maneggiare!

Ieri era una giornata un po’ uggiosa, non proprio l’ideale per il giro in bicicletta che avevamo programmaCALI 10 174to, così io e Papà Ema  abbiamo deciso di andare al nostro Museo preferito. Avevamo proprio voglia di divertirci!! :-)

Il Children’s Discovery Museum è uno spazioso edificio disposto su due piani. All’ingresso si è accolti da un vero e grande camion dei pompieri e da una diligenza . Lasciare l’ingresso non è una cosa facile, ma se ci si riesce si apre un mondo di giochi e divertimento!

Di attivitCALI 10 177à da fare ce n’è davvero una marea e l’orario di apertura dalle 10.00 alle 17.00 non riesce a soddisfare la curiosità e la voglia di fare dei bimbi.

Nella sezione dedicata all’energia ed al moto (la prima che si trova entrando) abbiamo speso una buona oretta ed è l’area con meno attività. Piccolo Furfante era troppo preso a far muovere tram e aerei in miniatura, sollevare palline,  far ruotare ventole, regolare l’intermittenza dei semafori e far girare un’enorme ruota con la sola forza del suo peso per desiderare di passare ad altro!

Fortunatamente la sua attezione è stata attirata da una grande ruota di trattore che lo ha condotto all’area dedicata alla scoperta del “cerchio”. Le attività qui erano tantissime: dal creare meccanismi per far muovere orologi al disegnare con un grande compasso luminoso, dallo sperimentare l’uso della ruota e delle carrucole al far andare un tornio e costruire puzzle.

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Dal cerchio siamo passati alla scoperta della vita in Cina con la riproduzione di un teatro dove poter recitare (erano a disposizione tanti vestiti)  e di una cucina piena di utensili e cibo (finto) per poter preparare un succulento pranzo asiatico, una zona con tanti strumenti da far suonare, una dove scrivere con l’acqua e una dove costruire la muraglia cinese che naturalmente ha richiesto moooooolto tempo a PF ;-)

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Per riposarci un po’ siamo saliti al piano superiore dove Piccolo Furfante ci ha preparato una gustosa pizza a base di ananas e peperoni (ormai è diventato californiano :-) ), dove abbiamo giocato con la sabbia e con i timbri, abbiamo costruito un castello gigante, abbiamo imparato l’alfabeto e ci siamo rilassati leggendoci qualche storia nell’albero fatato in compagnia di animaletti di peluche e cuscini comodi :-)

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Dopo un vero e succulento pranzo al bar del museo, ci siamo dedicati al giardinaggio nell’orto esterno e poi ci siamo (letteralmente) buttati nella sezione dei giochi d’acqua prima a fare bolle di sapone giganti e poi a giocare con palline, spruzzi, cascate e fontane. Dire che ci siamo lavati è dire poco :-) Se venite, ricordatevi di portare un cambio completo… e non dimenticatevi le scarpe di riserva!!!!

Ormai era ora di chiusura e così non abbiamo potuto andare al teatro ad ascoltare musica, farci disegnare il viso, dipingere sul muro e costruire una bambola con le foglie di mais!! ARGH!! Sarà per il prossimo viaggio…

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Alla scoperta dell’America con Piccolo Furfante: suoni, colori, profumi, dimensioni

sf 022“Mamma ma qui è tutto enorme enorme!!!”. Questa è una delle prime frasi che Piccolo Furfante ha pronunciato passeggiando per San Francisco. E, devo essere sincera, è anche quella che io e Papà Ema ci siamo scambiati la prima volta che siamo venuti in America.

Viaggiare è anche scoprire un luogo dai suoi profumi, dai suoi colori, dai suoi suoni e per quanto riguarda l’America anche dalle sue dimensioni.

Uscendo dall’aeroporto di San Francisco la prima cosa che ogni volta mi colpisce è il profumo: profumo di mare. La baia è vicinissima e l’odore di salsedine è molto forte. E’ bellissimo: mi sento subito in vacanza! :-)

Ma se penso a San Francisco il profumo a qui l’associo è quello di    caCALI 7 016nnella, che si trova in ogni dolce dalle caramelle alle torte, dai biscotti al caffe. Io l’adoro, ma per Piccolo Furfante che la detesta, è davvero un problema.

I colori di qui sono molto intesi, forti. Il vento lascia il cielo terso facendo risaltare il contrasto con il blu del mare, il verde di alberi, prati e colline. Quando il cielo è coperto, sembra che abbiano spento i colori.

Riguardo ai suoni della città,  fin dalla prima volta che  siamo arrivati qui sono rimasta colpita da due cose in particolare: la prima è che dentro ai mezzi pubblici, agli uffici, ai ristoranti c’è  silenzio. Non c’è la confusione di voci e rumori a cui CALI 4 018sono abituata in Italia, io penso sia perchè le persone tengano un tono più basso del nostro, Ema sostiene (da buon ingegnere) che siano le pareti insonorizzate ad attutire i rumori, non facendoli disperdere nell’ambiente. Chissà! La seconda cosa che mi ha subito colpito sono le sirene dei vigili del fuoco. Se si vive a San Francisco ci si deve abituare a questo suono perchè ogni 10/15 minuti circa lo si sente in tutta la sua potenza, in qualunque parte della città ci si trovi. Non ho mai capito se davvero ci siano tutti questi incendi… ma immancabilmente si vedono (e si sentono) sfrecciare camion di pompieri a destra e a sinistra, su e giù per le strade! Naturalmente Piccolo Furfante lo apprezza ;-)

Per quanto riguarda le dimensioni delle cose, spenderò qualche parola in più!

Io e Papà Ema, nel nostro primo viaggio, eravamo preparati ad “affrontare” i grattaceli, le strade a 12 corsie e anche le macchine gigantesche che si vedono nei film, ma siamo rimasti lo stesso spiazzati, perchè quello che colpisce è che qui TUTTO è grande, TUTTO è enorme rispetto ai nostri standard: i comuni oggetti di casa, il cibo, i supermercati, i vestiti…

Alcuni esempi???

  • Il cibo. Entrando in un qualsiasi supermercato o negozio si rimarrà impressionati sia dalla quantità di cibo esposta (scegliere un pacchetto di patatine potrebbe richiedere ore :-) ) sia dalle dimensioni  di pacchetti, scatole, bottiglie… Tutto è a misura almeno doppia rispetto alla nostra. Certo si trovano anche contenitori piccoli, ma di solito costano uguale o di più rispetto a quelli grandi. Nei ristoranti (e questo è risaputo)  le porzioni  sono più che generose, soprattutto per quanto riguarda i dolci. Gnam gnam ;-)

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  • Gli elettrodomestici. I frigoriferi americani  sono ormai molto comuni anche da noi, ma che dire delle dimensioni delle lavatrici e delle asciugatrici?? Enormi, gigantesche!! però davvero molto comode: con un solo lavaggio riesco a fare il bucato di 10 giorni (lenzuola comprese!). Fornelli (di solito elettrici) e lavabi sono naturalmente più spaziosi, come le lavastoviglie!!
  • I letti. Già anche quelli sono diversi dai nostri: più grandi (di solito a tre piazze per i matrimoniali e a 2 per i singoli) e più alti (con 2 strati di soffici materassi). Dormire qui è un piacere :-)
  • I mezzi di trasporto. Qui a San Francisco c’è la Caltrain: la linea ferroviaria per i pendolari che fanno su e giù dalla baia alla città. In poco più di un’ora il percorso viene coperto e naturalmente di ritardi non se ne parla e per Papà Ema che è pendolare a Milano da 20 anni è un sogno. Ma  un sogno sono anche le carrozze: il treno è a due piani e largo circa il doppio dei nostri, con sedili comodi e capienti, l’attacco della corrente, il porta tazze (per il caffè ;-) ) e 2 o più carrozze sono destinate ad uso esclusivo biciclette! Un paradiso per i ciclisti che sono ben accetti anche sugli autobus: davanti ad ogni bus ci sono degli appositi ganci per poter portare con sè le bici. Non mi soffermo a parlare della grandezza di auto, camion e camper che è risaputa, anche se negli utlimi anni le auto di piccole dimensioni sono comuni anche qui!

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